TU SEI LA LINGUA CHE IMPARI

Ricordi quando hai cominciato ad andare in bicicletta per la prima volta? All’inizio ti reggevi con la mano sulla parete, poi sei riuscito a rimanere in equilibrio per qualche secondo prima di cadere: che soddisfazione! Intorno a te alcuni sghignazzavano, altri sorridevano di felicità, alcuni erano totalmente indifferenti. Bene, prendi carta e penna e appuntati bene quello che sto per dirti: Se vuoi imparare una lingua devi accettare il fatto che qualcuno – non tutti – ridacchierà quando pronuncerai male una parola o prenderai fischi per fiaschi.

Superato questo scoglio, nulla potrà fermarti.

Non devi avere paura di sbagliare: meglio pronunciare una parola in modo errato che restare in silenzio. Sconfiggi il muro della timidezza e armati di tanta pazienza.

Per imparare una nuova lingua, come nello sport, ci vuole preparazione. Prima di ogni gara gli atleti – di qualsiasi settore sportivo – riscaldano i propri muscoli con una breve corsa.

Il tuo obiettivo sarà allenare la tua memoria. Per farlo dovrai fare un salto indietro nel tempo e pensare a quando studiavi: come ti preparavi per un’interrogazione? Studiavi qualche ora il giorno prima o diluivi lo studio in piccole quantità ogni giorno?

Questo sarà importante per capire come impostare l’apprendimento della nuova lingua e trovare il metodo più efficace.

Ricordati di circondarti di persone col tuo stesso interesse – come quando vai in palestra con un’amica, vi motiverete l’una l’altra per riuscire a raggiungere il vostro obiettivo.

Le persone sono legate da interessi comuni, come troverai qualcuno con cui fare una partita a calcetto o una lezione di yoga, così riuscirete a trovare un amico o amica per imparare l’inglese o qualsiasi altra lingua.

Cosa stai aspettando? Inizia a scorrere i nomi della tua rubrica, sono sicura che troverai un perfetto alleato per questa nuova avventura.

 

NON È MAI TROPPO TARDI PER IMPARARE UNA LINGUA

Avete superato i trent’anni e pensate che non siete più nell’età giusta per imparare una lingua? Non c’è niente di più sbagliato! Vi faccio una sola domanda: quando cadete – per una delusione amorosa o per un’amica che vi ha tradito – e avete diciotto anni, quanto tempo vi serve per rialzarvi? Almeno un anno, stando alla mia esperienza. Quando invece questo accade dopo i trenta anni, siete in forma anche dopo una sola settima.

Questo perché avete sviluppato un metodo personale per riprendervi dopo un avvenimento infelice. C’è chi lo fa partendo per qualche giorno in solitudine, chi si circonda di amici e qualche bicchiere di vino, chi scarica la tensione in palestra: ogni metodo è funzionale per la persona che l’ha sperimentato e ne ha tratto giovamento.

Per imparare una nuova lingua dovete usare le stesse strategie che avete usato per altre cose. Non esiste un metodo generale per imparare una lingua.

Vi faccio un esempio concreto. Un maestro che ha una classe di trenta bambini – anche se si tratta del miglior maestro al mondo – non riuscirà mai ad avere un metodo di insegnamento unico che calzi a pennello su ogni suo studente. Ogni bambino ha infatti la propria sensibilità, il proprio background culturale, le proprie esperienze di vita (viaggi, amici e parenti), la propria maturità: non si può avere un metodo per trenta teste differenti. Forse tutti i bambini arriveranno alla sufficienza ma pochi di essi eccelleranno davvero.

Quando dite “Io non parlo bene l’inglese” o conoscete esattamente i vostri limiti oppure – cosa più probabile – siete dei pessimisti. E il pessimismo dovete metterlo da parte.

Avete solo bisogno di provare e vedere che, nonostante tutto quello che pensavate, non è poi così difficile.

L’età non deve essere un limite ma un’opportunità per fare meglio: conoscete meglio voi stessi, sapete come motivarvi, avete superato già numerose prove. Lanciatevi nella nuova avventura senza timori.

 

LINGUE, QUALI IMPARARE?

Volete imparare una lingua per diletto e non sapete quale scegliere?

Tranquilli, seguite il mio ragionamento e magari riuscirete a fare la scelta giusta per voi.

Non tutti possiamo imparare qualsiasi lingua a prescindere dal nostro background linguistico.

Io ad esempio parlo bene 5 lingue e comunque non sono riuscita ad imparare bene il cinese.

Questo perché non è una lingua adatta a me.

Ecco, partiamo proprio da questo concetto: la lingua è come un vestito, non tutti i modelli possono calzarci a pennello. Alcuni riusciranno ad evidenziare i nostri punti di forza, altri sottolineeranno i nostri difetti. Lo stesso accade con le lingue!

Investite in qualcosa in cui avete una marcia in più.

È inutile imparare mediocremente una lingua se si può essere i migliori in un’altra.

Non dovete solo capire regole grammaticali e parole ma assimilare tutto quello che insaporisce la lingua stessa: gli italiani, ad esempio, gesticolano molto – i tedeschi sono quasi asintomatici mentre parlano.

Dovete immergervi in quella lingua, come si fa con una città durante un viaggio. Ne assaporate i cibi, i suoni, le abitudini: tutti passi che dovete compiere anche mentre imparate un nuovo idioma.

DISTRIBUZIONE LINGUE NEL MONDO

Un’istantanea della Terra in numeri: più di 7 miliardi di abitanti, divisi per 5 continenti e 196 Stati.

E se l’immagine potesse parlare, quante sarebbero le lingue?

Secondo i dati rilasciati dalla 19esima edizione di Ethnologue (https://www.ethnologue.com/ethnoblog/gary-simons/welcome-19th-edition), le lingue parlate nel globo sono 7.097.

Ethnologue: Languages of the World è un progetto di ricerca attiva che coinvolge centinaia di linguisti ed altri ricercatori di tutto il mondo. Dal 1951 cataloga tutte le lingue vive parlate.

Distribuzione delle lingue nel mondo

 

Lo studio condotto da Ethnologue considera il mondo suddiviso in 5 continenti – Africa, America, Asia, Europa, Pacifico – ma le lingue non sono equamente divise per i cinque territori.

La statistica è infatti condotta dall’Asia dove si trovano 2,296 differenti lingue (circa il 32% del totale), a seguire l’Africa con 2,139. Nel Pacifico ci sono 1,133 lingue, 1,062 in America e chiude la classifica l’Europa con 287 differenti idiomi.

 

La tabella riassume la distribuzione delle lingue nel mondo per numero di parlanti madrelingua (L1).

La colonna Primary Country fa riferimento al paese in cui la lingua è maggiormente parlata, a seguire la colonna Total Countries con il numero dei paesi nel mondo in cui quella determinata lingua è parlata. L’ultima colonna Speakers dà il numero dei soggetti – in milioni – che parlano quell’idioma come prima lingua.

Nella classifica sono state considerate solo quelle lingue con almeno 50 milioni di parlanti come prima lingua.

Language Primary Country Total Countries Spekers (milions)
1 Chinese China 35 1,302
2 Spanish Spain 31 427
3 English UK 106 339
4 Arabic Saudi Arabia 58 267
5 Hindi India 4 260
6 Portuguese Portugal 12 202
7 Bengali Bangladesh 4 189
8 Russian Russian Fed. 17 171
9 Japanase Japan 2 128
10 Lahnda Pakistan 8 117
11 Javanese Indonesia 3 84,3
12 Korean South Korea 7 77,3
13 German Germany 26 76,9
14 French France 53 75,9
15 Telugu India 1 71,8
16 Marathi India 1 71,8
17 Tukish Turkey 8 71,4
18 Urdu Pakistan 6 68,6
19 Vietnamese Vietnam 3 68
20 Tamil India 7 67,8
21 Italian Italy 13 63,4
22 Persian Iran 30 60,6
23 Malay Malaysia 16 60,6

Ethnologue Statistics

L’Italiano nel mondo

Sono 63,4 milioni le persone che parlano l’italiano come prima lingua. Nella classifica di Ethnologue il Bel Paese si colloca al ventunesimo posto chiudendo la classifica, seguita dal persiano e il malese.

L’Italiano è prima lingua in Italia e nella Repubblica di San Marino. Lingua co-ufficiale assieme al latino nella Città del Vaticano. Terza lingua in Svizzera e quarta lingua in Slovenia e Croazia.

(https://www.ethnologue.com/statistics/size)

IMPARARE UNA LINGUA DA ADULTO

“Non ho abbastanza tempo per imparare un’altra lingua”, quante volte l’avete detto? Sicuramente più di una. Si tratta di una menzogna che dite ha voi stessi, come quando vi autoconvincete che gli orari della palestra non si incastrano bene con il vostro lavoro. In realtà non volete impegnarvi e vi arrendete prima di cominciare.

Imparare una lingua da adulti dovrebbe facilitarvi nella memorizzazione delle parole. A differenza dei bambini – cresciuti in famiglie monolingue – avete l’esperienza dalla vostra parte. Molte della parole che andrete a memorizzare in realtà fanno già parte del vostro vocabolario, solo che non le avete mai utilizzate.

Prendete spesso l’aereo? Exit, gate, departures, arrivals, check-in, security, boarding pass, sono solo alcune delle parole che la vostra mente dovrebbe già conoscere.

Vi piacciono i concerti? Standing ovation, stage, ticket, frontman, song, box office, support band e Rock music dovreste già usarle frequentemente.

Appassionati di sport? Gym, win, score, match, game, penalty, offside, goal, fan, climbing, basketball, football, winner, loser sicuramente sono termini che avete sentito spesso.

In realtà potete già iniziare a lavorare su quello che già avete pe rimparare ad esempio, l’inglese.

Pian piano inserire nuovo materiare finché non sarete effettivamente in grado di parlare bene la vostra seconda lingua.

Sono riuscita a convincervi? Mettetevi al lavoro, chi ben comincia è a metà dell’opera!

BAMBINI, L’ABC PER IMPARARE UNA LINGUA

Per i primi 6 mesi di vita i neonati sono capaci automaticamente di restare in apnea sott’acqua senza alcun problema, questo perché il loro organismo ha memoria dei 9 mesi trascorsi nel liquido amniotico. Questo però non significa che dopo i 6 mesi di vita i bambini che non hanno avuto alcun contatto con l’acqua, non diventino abili nuotatori.

Avranno semplicemente bisogno di una migliore preparazione fisica e mentale per approcciarsi all’acqua.

Lo stesso ragionamento è da applicare all’apprendimento di una lingua.

I bambini nati in una famiglia bilingue saranno più agevolati ad assimilare una seconda lingua, quelli che invece sono cresciuti in famiglie monolingue dovranno essere mentalmente preparati per apprendere un nuovo idioma e non lanciati in un nuovo contesto linguistico senza nessun tipo di coordinate. Questo li traumatizzerebbe allontanandoli ancor più dall’obiettivo.

Da dove iniziare? Innanzitutto se decidete di affiancare una maestra al vostro bambino dovrete sicuramente aiutarla nel processo di insegnamento. Non potete lasciare il vostro bambino con una donna sconosciuta che parla una lingua altrettanto non nota.

(MAMMA – BAMBINO – INSEGNANTE)

Il piccolo deve sentire l’ambiente familiare quindi la vostra presenza all’inizio sarà fondamentale.

Perciò iniziate dalle piccole cose. Il nome di vostro figlio e Michele? Chiamatelo Mike – se volete insegnargli l’Inglese – o Miguel, se siete interessati allo spagnolo. Le lezioni devono essere una sorta di gioco dove il bambino non si stranisca perché tutto gli ricorderà quello che fino a quel momento aveva già imparato nella sua madrelingua.

Mostrategli gli oggetti, le persone e le cose di cui già conosce il nome nella propria lingua.

Andate ad esempio allo zoo e insegnategli il nome degli animali nella nuova lingua. Li si sentirà a proprio agio perché conosce già il collo lungo della giraffa, il manto a strisce bianche e nere della zebra e il simpatico verso della scimmia.

Chiamate i suoi cibi preferiti utilizzando le parole della nuova lingua, stessa cosa con i giochi e con parenti e amici che già conosce.

Inutile partire da contesti complicati e lontani dalla sua quotidianità: non è vantaggioso cercare di insegnargli le parti del corpo se ancora non è in grado di conoscere la differenza tra polso e femore nella propria madrelingua.

Potete invece comprare il suo libro preferito anche in inglese così alla sera racconterete una parte della fiaba che già conosce in un’altra lingua.

Ovviamente ci sono anche le eccezioni: se il vostro bambino adora le sfide, sarà tutto molto più semplice e la strada sarà sicuramente in discesa.

Cosa state aspettando? Iniziate subito, non perdete tempo!

BILINGUISMO

Il bilinguismo è la palestra supertech del nostro cervello soprattutto se si inizia dalla tenera età.

È questa non è più una semplice conclusione deduttiva ma una risposta della scienza.

A dimostrarlo infatti è uno studio compiuto dall’Università di Washington che ha messo a confronto 16 bambini di undici mesi; 8 cresciuti in famiglie monolingue inglesi e 8 in famiglie bilingue spagnolo e inglese.

Per la ricerca – come raccontato su Science Daily (https://www.sciencedaily.com/releases/2016/04/160404141743.htm) – p stata utilizzata la Magnetoencefalografia (MEG), una tecnica non invasiva per la registrazione dell’attività elettrica del cervello.

I bambini sono stati posizionati sul seggiolone con indosso l’elmetto per lo scanner MEG ed è stata fatta ascoltare loro una registrazione di 12 minuti contenente suoni tipici della lingua inglese e spagnola e suoni misti. Il test si è svolto in presenza dei genitori cosicché da non turbare la tranquillità dei piccoli.

I risultati più importanti posso essere raggruppati in tre macro concetti:

  • Nella regione del cervello associate alla funzione esecutiva – la corteccia prefrontale e orbitofrontale i bambini bilingue rispondevano maggiormente agli impulsi;
  • I bambini bilingue avevano la stessa sensibilità sia ai suoni inglesi che a quelli spagnoli. Il che significa che stavano imparando entrambe le lingue;
  • I bambini bilingue avevano la stessa sensibilità ai suoni inglesi die bambini monolingue, il che ci suggerisce che stavano imparando l’inglese allo stesso ritmo.

Un risultato che elimina qualsiasi dubbio sulla possibilità di rallentamenti nell’apprendimento linguistico nei bambini che nascono in famiglie in cui si parlano due o più lingue.

“I nostri risultati suggeriscono che prima ancora di iniziare a parlare , i bambini cresciuti in famiglie bilingue fanno sempre pratica in attività correlate alla funzione esecutiva del cervello” ha affermato la Dottoressa Naja Ferjan Ramirez, autrice della ricerca, che conferma come il vivere in una famiglia bilingue favorisca anche lo sviluppo cognitivo.